C'è tutto un mondo straordinario che sparisce: le abitazioni, l'ambiente, la famiglia, i giochi, le pratiche religiose, le feste, la vanga, la semina dei cereali, la mietitura, la befana, i giorni di fiera, i canti e i balli... ormai la cultura della gente è diventata quella della televisione.Esistono invece forme di sapere meno evidenti e meno diffuse. È il caso della cultura popolare, fatta di sapere orale e di conoscenze tramandate a voce. Ci sono oggetti, soluzioni, procedure, sistemazioni che contengono una quantità di sapere e di esperienza straordinari. Per tutti i "territori" che operano per recuperare una identità collettiva e per creare o consolidare una propria "immagine" (nell'ambito di programmi comunitari, di iniziative avviate a livello regionale come gli Ecomusei) la cultura popolare locale, con le sue radici rurali, i suoi tempi, le sue tradizioni, costituisce l'oggetto privilegiato di ricerca di recupero e di valorizzazione.
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